Edge computing, l’ evoluzione naturale del cloud

Edge computing, l’ evoluzione naturale del cloud

Off Di Emilio Brocanelli

Ormai siamo abituati a salvare i nostri dati all’ interno del cloud. In questo modo sappiamo che i nostri dati sono accessibili ad ogni ora del giorno da qualsiasi dispositivo e, quindi, non dobbiamo preoccuparci di un possibile malfunzionamento che ne metterebbe a rischio la funzionalità. In questo articolo ti spiegherò il concetto di Edge computing.

Non utilizziamo il cloud solo per salvare e proteggere i dati personali ma abbiamo iniziato anche ad usufruire di servizi in streaming. L’ Edge computing è la naturale evoluzione del cloud computing ed è una tecnologia che permette di spingersi oltre al normale cloud. Come direbbe un noto conduttore TV: La domanda nasce spontanea, abbiamo realmente bisogno che il cloud venga implementato? La risposta ce l’ ha fornita Tom Leighton. A molti di voi questo nome non dirà granchè. Leighton è il CEO e co-fondatore della società Akamai. Leighton ne ha parlato durante l’ evento EDGE World che si è svolto a Las Vegas i giorni 12 e 13 giugno e, a questa esplicita domanda, ha risposto affermativamente.

edge computing

Edge computing, verso il collasso del cloud

I dati che Leighton ha portato sul palco dell’ EDGE World sono incredibili. Il numero di dati che viene pubblicato nel web ha raggiunto livelli mai visti e le trasmissioni video, ad oggi, hanno già una qualità superiore alle trasmissioni satellitari. Questo porterà, da qui a pochissimi anni, le società che si occupano di contenuti satellitari a spostarsi completamente sul web, collassando la rete globale.

Nel 2008, Akamai era fiera di poter offrire ai propri utenti dei contenuti in streaming alla velocità di 1.2 TB al secondo. Sembra un risultato incredibile ma, se andiamo ad esaminare questo dato, 1.2 TB al secondo equivalgono a 1 milione di persone che guardano un contenuto in streaming alla velocità di 1 MB al secondo. Meno di un terzo delle persone che hanno guardato la prima partita della nazionale di calcio femminile al Mondiale.

Akamai oggi può fornire fino a 72 TB al secondo. Anche in questo caso, i numeri sono impietosi, infatti, bastano 18 milioni di persone collegate contemporaneamente con una connessione di 4 MB al secondo per saturare la banda.

Ad oggi, nessun provider ha la possibilità di fornire ai propri utenti una banda da 100 TB al secondo. Ed è qui che si sta studiando un modo per ovviare al problema e per sopperire a questa mancanza.

Edge computing, come funziona?

Con l’ Edge computing si vuole decentralizzare la banda. Invece di saturare i datacenter centrali, verranno installati dei potenti server nelle sedi locali dei provider, in modo da far compiere l’ ultimo pezzo di trasmissione a questi server, in modo da non saturare la banda disponibile. Secondo Leighton, i piccoli provider sono ben felici di vendergli la banda a prezzi molto ragionevoli.

Questo non è l’ unico vantaggio dell’ Edge computing. I server, essendo più vicini agli utenti, saranno in grado di accorciare sensibilmente i tempi di latenza e questo porterà beneficio soprattutto a campi particolari come il gaming in streaming.

Emilio Brocanelli

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