Barre antistatiche, cosa sono e a cosa servono

Barre antistatiche, cosa sono e a cosa servono

Off Di Lorenzo Renzulli

Barre antistatiche, di che si tratta? Il prodotto lavorato dalle macchine della tua linea di produzione aziendale non è più quello di un tempo: la qualità è calata notevolmente e i reclami dei clienti aumentano in modo decisamente preoccupante? La causa può essere l’accumulo di elettricità statica che attira polvere e altri materiali sulle superfici degli elementi lavorati, oltre a rallentare e rendere meno efficienti i macchinari.

L’elettricità statica, oltre ad abbassare la qualità del prodotto finito, può anche peggiorare le condizioni di lavoro delle persone, essendo responsabile di scariche elettriche fastidiose e potenzialmente dolorose, anche se in genere non pericolose per la salute. Questo problema, come quello di eventuali difetti di lavorazione e del rallentamento della produzione, possono tutti essere gestiti e risolti grazie ad appositi dispositivi: le barre elettrostatiche o ionizzanti. L’elettricità statica non è sempre un nemico, in alcuni processi è utile, anzi necessaria per far aderire meglio alcuni materiali, ma va gestita e le barre antistatiche riescono a farlo, abbattendo efficacemente le cariche indesiderate. Come funzionano queste barre, dove vanno posizionate e in quali settori produttivi si rivelano particolarmente utili? Vediamo di dare subito delle risposte.

Come eliminare le cariche statiche indesiderate

Le cariche che si accumulano durante il processo produttivo sono, come abbiamo visto, un nemico che può rivelarsi decisamente insidioso, ma che troppo spesso viene sottostimato. Queste cariche, oltre a causare fastidiose scosse, possono portare a rallentamenti e anche a interruzioni nella lavorazione, causano danni ai materiali e ai prodotti e nei casi più gravi possono anche innescare incendi o esplosioni.

Se al controllo qualità molti prodotti vengono bloccati perché non rispettano i consueti standard, finiranno per essere scartati, causando un danno economico e uno spreco non trascurabili. Se questo avviene, il problema va gestito e arginato nel più breve tempo possibile, per non avere gravi ricadute su produzione e a seguire, consegne e pagamenti.

Anche se i macchinari ad un primo esame sono in ottime condizioni e non si notano anomalie, un problema può comunque esserci, l’accumulo di cariche elettrostatiche, che si formano sul materiale durante la lavorazione ad alta velocità. Si tratta di un fenomeno normale e comune in vari settori, in particolare se si lavorano plastica e polveri (come la farina).

Nelle macchine soffiatrici per la produzione di contenitori plastici, ad esempio, le cariche elettrostatiche possono portare a movimenti e disallineamenti che spostano la plastica negli stampi, causando difformità nei contenitori che verranno inevitabilmente scartati. Quello del packaging è un settore nel quale le barre ionizzanti possono risolvere non pochi problemi, ad esempio quelli riscontrati dalle macchine insacchettatrici, con il film svolto dalla bobina che a causa delle cariche elettrostatiche può attirare polvere e varie impurità che impediscono una sigillatura ottimale.

Il procedimento che permette il funzionamento delle barre antistatiche è di tipo elettro-chimico e consiste nello ionizzare l’aria che circonda il punto del macchinario che tende a caricarsi elettricamente. Le cariche si generano per frizioni o compressioni che creano uno squilibrio, andando a sottrarre elettroni da un atomo che in condizioni normali ha carica neutra. Le barre ionizzanti ristabiliscono questo equilibrio cedendo elettroni dove siano eventualmente venuti a mancare.

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